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Andrea Sisti

Blog di Andrea Sisti

Esempio Autocertificazione impianto elettrico​

L’autocertificazione dell’impianto elettrico è una dichiarazione sottoscritta dall’interessato (o, in alcuni casi, dal tecnico abilitato) con cui si attesta che l’impianto è stato realizzato o adeguato in conformità alle norme tecniche e ai requisiti di sicurezza vigenti. Si fonda sul principio, previsto dal DPR 445/2000, che permette di semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione sostituendo certificati e documenti con dichiarazioni rese sotto responsabilità personale, ferme restando le verifiche a campione da parte delle autorità.

Va distinto dalla “dichiarazione di conformità” prevista dalla Legge 37/2008, che è il documento rilasciato dall’installatore abilitato per le nuove installazioni o le modifiche significative; l’autocertificazione viene invece utilizzata in casi specifici previsti dalla normativa o dalla prassi amministrativa (ad esempio per adeguamenti non soggetti a obbligo di dichiarazione formale) o quando il proprietario attesta la conformità di impianti preesistenti.

Dal punto di vista pratico l’autocertificazione deve indicare gli elementi essenziali dell’impianto, il rispetto delle norme CEI applicabili e può essere accompagnata da documentazione tecnica e dai risultati delle verifiche strumentali. È importante sottolineare la responsabilità: dichiarazioni mendaci espongono il dichiarante a sanzioni amministrative e penali e non esonerano da eventuali controlli in loco.

Prima di procedere è opportuno verificare le disposizioni locali (comune, regione, ente gestore) e farsi assistere da un tecnico qualificato per capire se la soluzione più corretta sia l’autocertificazione o la documentazione rilasciata dall’installatore secondo la normativa vigente.

Indice

  • 1 Come scrivere Autocertificazione impianto elettrico​
  • 2 Fac simile Autocertificazione impianto elettrico​

Come scrivere Autocertificazione impianto elettrico​

L’autocertificazione relativa a un impianto elettrico va redatta con cura e completezza perché assume valore giuridico e può sostituire, in alcune situazioni ammesse dalla normativa, certificazioni amministrative; per capire esattamente quando e in che termini è utilizzabile bisogna richiamare il contesto normativo: il quadro generale delle autodichiarazioni è disciplinato dal DPR 28 dicembre 2000 n. 445 (articoli 46 e 47) mentre gli obblighi tecnici e la regola dell’arte degli impianti elettrici fanno riferimento alla normativa tecnica CEI (in particolare CEI 64-8) e alla disciplina sugli impianti civili (richiami storici alla legge 46/90 e il decreto ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37). È comunque fondamentale sottolineare che per le nuove installazioni il DM 37/08 impone all’installatore la dichiarazione di conformità: l’autocertificazione dell’interessato non può essere utilizzata per eludere obblighi che la legge attribuisce a soggetti qualificati.

Dal punto di vista dei contenuti, l’autocertificazione deve iniziare con l’indicazione chiara e verificabile dell’autore della dichiarazione: nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza o sede, recapiti e, se il dichiarante agisce per conto di terzi, i dati dell’incarico o della rappresentanza. Va poi precisata l’ubicazione esatta dell’impianto oggetto della dichiarazione, mediante indirizzo completo, eventuale interno o scala, e le distinte informazioni catastali o identificative dell’immobile se richieste dall’ente ricevente; deve essere esplicitata la natura dell’immobile (abitazione, locale commerciale, laboratorio, ecc.) e, quando oppurtuno, la destinazione d’uso che incide sui requisiti di sicurezza.

La descrizione tecnica dell’impianto deve essere sufficientemente dettagliata da permettere una valutazione oggettiva della conformità: occorre indicare la tipologia dell’impianto (impianto elettrico interno, impianto di terra, impianto di protezione contro i fulmini, impianto a servizio di apparecchiature particolari), la tensione nominale, la potenza disponibile o contrattuale, la data di realizzazione e le eventuali modifiche o adeguamenti effettuati successivamente. È opportuno riportare la presenza e le caratteristiche dei dispositivi di protezione principali: interruttore generale, dispositivi magnetotermici e differenziali (con indicazione di calibrazione e sensibilità in mA), interruttori di manovra e sezionatori, tipologia e criterio di coordinamento delle protezioni, eventuali limitatori di sovratensione e dispositivi di sicurezza specifici per ambienti a rischio; per l’impianto di terra vanno indicate la tipologia del dispersore, il valore della resistenza di terra misurata, la presenza di dispersori di equipotenzialità locale e le verifiche effettuate.

La conformità alle regole dell’arte e alle norme tecniche deve essere dichiarata in modo esplicito, richiamando le norme applicate (per esempio CEI 64-8 e, se rilevanti, norme CEI specifiche per particolari installazioni) e specificando che i lavori sono stati eseguiti secondo tali regole. Qualora siano state effettuate prove e misurazioni, l’autocertificazione deve menzionare le verifiche eseguite e i relativi risultati: misure di isolamento tra conduttori e terra espresse in megaohm, continuità degli equipotenziali in ohm, valori di corrente di dispersione o di intervento degli interruttori differenziali, tempi di intervento quando richiesti, e ogni altra prova strumentale che attesti il corretto funzionamento e la sicurezza dell’impianto. Se disponibili, si devono indicare i riferimenti dei rapporti di prova allegati con numero, data e soggetto tecnico che ha eseguito le misurazioni.

Deve inoltre essere chiarito il rapporto con eventuali documenti mancanti: se non è presente la dichiarazione di conformità dell’installatore, l’autocertificazione dovrebbe spiegare le ragioni dell’assenza (impianto antecedente alla normativa vigente, impossibilità di risalire all’installatore, interventi successivi non certificati ecc.) e specificare gli interventi effettuati dall’attuale dichiarante o tecnico incaricato per garantire la sicurezza dell’impianto. È utile precisare eventuali lavori di adeguamento eseguiti e le date relative, nonché indicare se l’impianto è soggetto a vincoli o prescrizioni specifiche da parte di enti locali o gestori di rete.

Dal punto di vista formale, l’autocertificazione deve contenere la data e il luogo di redazione, la sottoscrizione del dichiarante e, quando previsto o consigliabile, la firma del tecnico incaricato che ha eseguito le verifiche con l’indicazione della sua qualifica e partita IVA o recapito professionale. Deve essere presente una espressa dichiarazione di veridicità sotto la responsabilità penale per le false dichiarazioni, richiamando il beneficio di legge che equipara l’autocertificazione a una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi del DPR 445/2000, e l’informazione che dichiarazioni mendaci comportano le sanzioni previste dalla normativa. È buona prassi indicare quali documenti aggiuntivi si allegano a corredo dell’autocertificazione (schemi unifilari, planimetrie con ubicazione dei componenti principali, rapporti di prova strumentale, eventuali permessi o nulla osta), poiché gli allegati consolidano la prova tecnica di quanto dichiarato.

Infine, occorre ricordare che le amministrazioni e i soggetti privati destinatari possono richiedere elementi integrativi o una verifica da parte di un tecnico abilitato; pertanto l’autocertificazione non elimina la necessità di conformità reale dell’impianto e non esonera dalle ispezioni tecniche successive. Per evitare rischi di invalidità della dichiarazione o contestazioni, è consigliabile che l’autocertificazione venga redatta dopo opportune verifiche strumentali da personale qualificato e corredata di tutta la documentazione tecnica disponibile.

Fac simile Autocertificazione impianto elettrico​

AUTOCERTIFICAZIONE IMPIANTO ELETTRICO

Il/La sottoscritto/a
Nome e Cognome: ______________________________________________________
Nato/a a: ________________________ il: __/__/____
Codice Fiscale: _______________________________________________________
Residente in: ________________________________________________________
Telefono: ________________________ E-mail: _____________________________
Qualifica/professione: __________________________________________________
Iscrizione albo / Partita IVA / Numero REA (se applicabile): _________________

DICHIARA
(ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modifiche e integrazioni)

1) Di essere proprietario/legale rappresentante/responsabile/manutentore/installatore abilitato (barrare la voce che interessa):
[ ] proprietario [ ] legale rappresentante [ ] responsabile tecnico [ ] manutentore [ ] installatore

2) Che l’impianto elettrico sito in:
Indirizzo: ___________________________________________________________
Comune: ________________________ Prov.: ______ CAP: _________________
Destinazione d’uso: __________________________________________________
Tipologia impianto: [ ] civile abitazione [ ] terziario [ ] industriale [ ] altro: ___________
Data di realizzazione/ultimi lavori: __/__/____
Potenza disponibile/contrattuale: _____________________________________
Numero punti luce/prese/quadri: _______________________________________

3) Che l’impianto in oggetto:
– è stato realizzato/adeguato/manutenuto in conformità alla normativa vigente in materia di sicurezza degli impianti (tra cui D.Lgs. 37/2008 e norme CEI applicabili);
– è dotato dei sistemi di protezione essenziali contro i contatti diretti e indiretti (interruttore differenziale, protezioni magnetotermiche, messa a terra, ecc.) come previsto dalle norme tecniche applicabili;
– i materiali e i componenti impiegati sono conformi alle relative marcature e certificazioni di conformità (ove richieste);
– sono state eseguite le prove e verifiche funzionali previste (controllo continuità, isolamento, polarità, impedenza di loop, prova differenziali, ecc.) con esito favorevole.

4) Risultati principali delle prove effettuate (specificare valori e data):
– Continuità equipotenziale (Ω): __________ Data prova: __/__/____
– Resistenza isolamento (MΩ): ____________ Data prova: __/__/____
– Impedenza di loop (Ω): ________________ Data prova: __/__/____
– Interruttori differenziali: tipo _____ IΔn _____ mA; tempo di intervento _____ ms; esito: [ ] OK [ ] NO
– Altro (specificare): ___________________________________________________

5) Allega la seguente documentazione (barrare e specificare):
[ ] Relazione tecnica descrittiva dei lavori e dell’impianto
[ ] Schema unifilare dell’impianto
[ ] Verbali di prova e misure strumentali
[ ] Dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore ai sensi della normativa vigente (se già disponibile)
[ ] Copia del titolo abilitativo dell’immobile (se richiesto)
[ ] Altro: ___________________________________________________________

6) Dichiarazione finale
Il/La sottoscritto/a dichiara che quanto sopra corrisponde a verità e che l’impianto oggetto della presente autocertificazione non presenta, allo stato delle verifiche effettuate, difetti tali da comprometterne la sicurezza e l’esercizio, salvo quanto espressamente indicato in sede di allegati e note.

Consapevole delle responsabilità penali previste in caso di dichiarazioni mendaci, ai sensi della normativa vigente, dichiara altresì di essere informato/a sui doveri e sugli obblighi connessi alla presente autocertificazione.

Luogo: _______________________ Data: __/__/____

Firma del dichiarante: _________________________________________________

Note per l’ufficio/ricevente (eventuali): __________________________________
_______________________________________________________________________

(Spazio riservato per timbro e firma esercente/azienda installatrice, se presente)

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