Fondi Comuni e Benchmark

28 Apr

Tra gli elementi considerati obbligatoriamente dal prospetto informativo, il benchmark risulta un dato importante in più fasi della vita del fondo. Questo consiste nel dato oggettivo con il quale verrà valutato il rendimento del fondo ed il rischio connesso.

Come funziona

Partendo dall’analisi del mercato in cui il fondo investe, un soggetto diverso dal gestore del fondo e quindi presumibilmente imparziale sintetizzerà l’andamento di quel mercato nel cosiddetto ‘benchmark’ e permetterà quindi di valutare, facendo il confronto diretto tra quel valore e l’andamento del fondo, il rischio connesso alla partecipazione a quello specifico fondo. Nel concreto, il benchmark è un insieme di titoli scelti tra quelli trattati sul mercato a cui è destinato l’investimento. In Italia, esempi di benchmark sono l’indice Mibtel e quello Comit.

Un semplice esempio pratico

Consideriamo il caso di un fondo che investa in azioni di compagnie di trasporto aereo. L’analisi del mercato potrebbe evidenziare un andamento del +1% di quei titoli, il che indicherebbe scarsi margini di ricavo ed anzi un certo rischio di perdita. L’investitore che comunque decidesse di aderire al fondo potrebbe in seguito all’adesione verificare dal confronto tra il benchmark ed il proprio fondo se questo è stato migliore, uguale o peggiore a seconda che il secondo dato sia maggiore, uguale o inferiore numericamente al benchmark stesso.

Come è ovvio immaginare, perché il benchmark risulti un effettivo aiuto nella valutazione del fondo, occorrerà che il mercato analizzato sia omogeneo ed effettivamente coincidente con quello in cui il fondo investirà e che le formule mediante le quali viene valutato il mercato siano chiare e conoscibili anche dal potenziale investitore nel fondo.

Un’ultima considerazione deve essere fatta in merito al comportamento del gestore.

Questo può astenersi dal variare nel tempo la composizione del bouquet di titoli in cui il fondo investe, nel qual caso l’andamento replicherà il benchmark secondo una ferrea logica matematica (si parla in questo caso di gestione passiva), oppure attivarsi, variando la composizione o il peso dei titoli nel bouquet cercando rendimenti migliori rispetto al benchmark.

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